Sanità ed emergenza sanitaria

Raccolta del materiale (articoli, testi, video, …) prodotti durante i mesi della pandemia da Covid-19.


Fontana e Sala uniti nel nome del profitto

Breve riepilogo di come l’emergenza covid (non) è stata affrontata nella Regione che si era sempre celebrata come l’eccellenza sanitaria italiana

Settembre 2020: dopo l’estate, inaspettato (?) i contagi tornano a salire. Il governo è pronto? La Lombardia è pronta? Assolutamente no!

🔴 Intervista a un infermiere di un ospedale milanese 🔴
18 ott 2020


📚 Presentazione del libro “Il focolaio. Da Bergamo al contagio nazionale” di Francesca Nava

Tante sono le domande ancora aperte su cosa è successo in Lombardia (la regione italiana che conta la metà dei morti per la pandemia) tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo di questo tragico 2020.
Domande legate alla mancata istituzione della zona rossa nella bergamasca (mentre a Codogno avvenne il contrario) con il triste rimpallo di responsabilità tra Governo e Regione Lombardia.
Domande legate alla riapertura sommaria del pronto soccorso di Alzano Lombardo poi diventato ricettacolo di contagio.
Domande legate alle responsabilità padronali sulle mancate chiusure in uno di quelli che sono considerati i motori produttivi italiani.
E l’elenco potrebbe continuare molto a lungo toccando il tema delle Rsa, della sanità territoriale mandata allo sbaraglio, dell’ospedale in Fiera, degli appalti e delle forniture…fino ad arrivare ai giorni nostri, in questo ottobre 2020 in cui i contagi sono in rapido e drammatico aumento e in cui il tema di polemica è quello sui ritardi dei vaccini antinfluenzali.
Se per avere una verità giudiziaria, che a dire il vero, poco ci interessa, i tempi saranno lunghissimi ci sembra che la verità politica e storica sia ben chiara e sotto gli occhi di tutti quelli che vogliono vedere. Nonostante le cortine fumogene e le armi di distrazioni di massa inventare dai responsabili del disastro.
Di questo e di altro parleremo con Francesca Nava, autrice del libro “Il focolaio. Da Bergamo al contagio nazionale” pubblicato da Laterza.
Un libro che ha la capacità di indagare sull’epidemia di Covid-19 a Bergamo e sulle tragiche conseguenze della mancata zona rossa di Alzano Lombardo e Nembro e che rimette in fila tutti i passaggi della più grave crisi sanitaria ed economica della storia d’Italia del nostro tempo.
Modera MilanoInMovimento.

https://archive.org/details/podcast-radio-zeta-am-presentazione-il-focolaio-francesca-nava-zam


🎬 Fine febbraio 2020: il sindaco di Milano, o meglio il manager Beppe Sala, nella prima escalation della pandemia da covid-19, condivide un video con il titolo #milanononsiferma. Si tratta di uno spudorato elogio di quel modello di città produttivista, competitiva, “dai ritmi impensabili”, che non può fermare la sua mortale macchina capitalista. Un modello mangeriale che semina disuguaglianza, discriminaizone e odio.
Non potevamo che rispondere a modo nostro.


https://archive.org/details/zamprod2020/Milanononsipiega.mp4


🎬 Maggio 2020: da pochi giorni è finito il lockdown, ma non la pandemia. Negli ultimi mesi l’incompetenza, l’assoggetamento a Confindustria, l’avidità, lo spreco di soldi pubblici, la sfacciataggine della giunta regionale di Attilio Fontana hanno reso la Lombardia la regione più colpita al mondo dal virus covid-19, con più di 16 000 morti. Nella fase 2 regione Lombardia ha prodotto un video di rilancio per rivendicarsi il loro “impeccabile” lavoro. Abbiamo ritenuto doveroso fare alcuni piccoli ritocchi per renderlo più comprensibile e veritiero. Adesso che noi tutt* possiamo uscire, sonoloro che devono essere cacciati e costretti in casa.
#assassini
#OraACasaRestateciVoi


https://archive.org/details/zamprod2020/OraACasaRestateciVoi.mp4


🎬 Marzo 2020: nascono le Brigate di Solidarietà Popolare, a Milano come in molte altre città italiane. Si cerca di rispondere alla mancanza di welfare, al disatro della sanità lombarda e nazionale, alla mancanza di tutele sociali per le persone più in difficoltaà, con il mutuo aiuto e la solidarietà dal basso. Centinaia di attivisti e militanti mettono a disposizione il proprio tempo, i propri soldi, la propria salute per portare cibo (e non solo) a chi è chiuso in casa in lockdown, e abbandonato da ogni istituzione. Il Comune di Milano si limita a fornire il benestare, tra un tentennamento e l’altro.
Ma com’è fatta la giornata di chi partecipa alle brigate?


https://archive.org/details/zamprod2020/Smack+my+covid+up+-+Solidariet%C3%A0+popolare+Milano+Sud.mp4