12 DICEMBRE: GIANFRANCO E PIAZZA FONTANA

Questo 12 dicembre 2020, all’appuntamento in piazza Fontana, si aggiunge il ricordo di Gianfranco, compagno scomparso un anno fa.

🌹Stamattina eravamo in tant* a ricordare il nostro compagno Gianfranco. Ad un anno dalla sua morte abbiamo voluto dedicargli il parchetto vicino alla sua sezione dell’ANPI Stadera, con canti e musica.
🌹Gianfranco lotta insieme a noi!!
ANPI Stadera-Gratosoglio Milano
Ottoni a Scoppio
CORO INGRATO
Associazionedax Sedicimarzoduemilatre
GTA – Gratosoglio Autogestita


🏴12 DICEMBRE 2020🏴
Oggi pomeriggio si è tenuta una partecipatissima lezione sulla strage fascista voluta dallo Stato italiano del 12 dicembre 1969. Come è stato ricordato da diversi interventi, lo Stato italiano dopo 51 anni continua a commettere stragi come quella delle persone migranti nel mediterraneo e a finanziare lager come il cpr di via corelli.
Alla lezione è seguito il consueto presidio in piazza fontana, con deposizione dei fiori sulla nostra targa per Pinelli.
Il ricordo del compagno anarchico Pinelli è stato accompagnato a quello di Saverio Saltarelli, giovane compagno ucciso esattamente 50 anni fa dal candelotto di un tutore dell’ordine, proprio durante la commemorazione del 12 dicembre.
#12dicembre
#pinopinelli
#piazzafontana

Stato di agitazione e sciopero al San Paolo e San Carlo

Raccolta dei post usciti sulla pagina fb del collettivo nei giorni di mobilitazione di fine novembre-inizio dicembre 2020


🥼🩺SCIOPERO SAN CARLO E SAN PAOLO🥼🩺
(14/12/2020)
La giornata di sciopero si è aperta con il presidio mattutino davanti all’ospedale san Paolo.
Lo sciopero era stato indetto dai lavoratori e dalle lavoratrici dell’ospedale san Paolo e san Carlo lo scorso 21 novembre, in seguito alle vicende che vedono come protagonista il direttore generale Matteo Stocco.
Direttore che, anzichè occuparsi di risolvere la cronica mancanza di personale che ha costretto i medici “a dilazionare l’accesso a terapie e tecniche potenzialmente curative” per pazienti covid, ha preferito spendere il suo tempo nel tentativo di silenziare, con minacce, il personale che ne denuncia la mala gestione.
Un simbolico pulman di cartone è partito dall’ospedale portandosi con sè non solo Stocco ma anche il suo omologo del Pio albergo Triulzio: Giuseppe Calicchio. Entrambi i dirigenti di nomina leghista rappresentano bene quell’attaccamento alla poltrona che porta a privilegiare la propria posizione di potere rispetto alla salute delle persone che dovrebbero curare.
Il pullman che si porta via questi dirigenti non poteva che fare una fermata pomeridiana nel luogo centrale della tragedia lombarda: il palazzo della regione. Lì dentro, il duo della vergogna Fontana e Gallera, è intento a truffare sui numeri dei contagi pur di assicurare qualche giorno di shopping ai negozianti del centro. Se da un lato la vita delle persone vale meno di una poltrona, dall’altro chi dovrebbe occuparsi del benessere dei suoi cittadini è servo della sacra triade lombarda: “produci, consuma, crepa”.
Ci auguriamo che il pullman non si fermi per molti km.
#cacciamoli
@Comitato Sud Ovest Milano – Cittadini a sostegno della Sanità Pubblica


🥼🩺Oggi al Pio Albergo Trivulzio, in vista dello sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità 🥼🩺
(9/12/12)


🥼🩺OSPEDALE SAN PAOLO E CARLO: STATO DI AGITAZIONE SECONDA SETTIMANA🥼🩺
(3/12/2020)
Questa mattina, tra la nebbia, siamo tornat* davanti all’ingresso dell’ospedale San Carlo per portare la solidarietà ai lavoratori e alle lavoratrici che sono in stato di agitazione dal 21 novembre, prendendo parte al presidio del Comitato Sud Ovest Milano – Cittadini a sostegno della Sanità Pubblica
Nell’ospedale i lavoratori e le lavoratrici della sanità sono costrett* a causa della gestione criminale del direttore generale Matteo Stocco e di quella vergognosa dei vertici di regione lombardia Fontana e Gallera “a dilazionare l’accesso a terapie e tecniche potenzialmente curative (intubazione orotracheale e ventilazione non invasiva) e non poter trattare tempestivamente, con adeguata assistenza e in ambiente appropriato, tutti i pazienti che ne potrebbero beneficiare”.
Tutto ciò per la mancanza di tecnici e personale; il direttore ha evidentemente altre priorità: silenziare le minacciare e chi ne denuncia la mala gestione!
In vista dello SCIOPERO INDETTO PER IL 14 DICEMBRE, esigiamo le DIMISSIONI DEL DIRETTORE GENERALE MATTEO STOCCO responsabile delle mancanze denunciate dai medici e delle pressioni interne per far tacere le voci del dissenso.
Pretendiamo le DIMISSIONI DEL DUO DELLA VERGOGNA, FONTANA E GALLERA, che si trastullano in inutili scaribarili col governo centrale per garantire il profitto alle aziende sotto natale, anzichè pensare alla slaute ed ai quasi 23 000 morti che hanno sulla coscienza!
CI FATE SCHIFO!
#cura
#comunità
#solidarietà
#municipio5
Brigate Volontarie per l’emergenza
Gruppo Comitato Difesa Sanità Pubblica Milano Città Metropolitana Sud Ovest

https://www.facebook.com/collettivo.zam/videos/224042079134506


🥼🩺 NE’ EROI NE’ CODARDI: SOLIDARIETA’ AI LAVORATORI DELL’OSPEDALE SAN PAOLO E CARLO 🥼🩺
(27/11/2020)
La pandemia è in corso ormai da più di 8 mesi e il numero dei deceduti nella sola regione lombardia ha superato le 20 mila persone, in tutta italia le 50 mila.
Siamo di fronte a una tragedia epocale: sanitaria, economica e sociale. Una tragedia però che poteva essere prevista, limitata e tamponata.
I responsabili di queste morti e del tracollo della sanità hanno nomi e cognomi e siedono ai vertici, centrali e regionali, e nelle sedi dei grandi imprenditori.
Dalla prima ondata è evidente che questi vertici non abbiano imparato nulla, o meglio che non abbiano voluto imparare nulla, mettendo sempre gli interessi di pochissimi davanti al bene collettivo.
A non aver voluto imparare nulla è stato anche il direttore generale MATTEO STOCCO, di forza italia, del san paolo e del san carlo, l’ennesimo tassello del fitto potere delle destre ai vertici di tutte le aziende sanitarie della lombardia.Da una lettera firmata da moltissimi medici del san paolo e san carlo di qualche giorno fa viene fuori uno squarcio di questa tragedia, che poteva essere assolutamente evitata.
“Contro la nostra volontà e, soprattutto, contro la nostra coscienza umana e professionale, ci vediamo forzati a dilazionare l’accesso a terapie e tecniche potenzialmente curative (intubazione orotracheale e ventilazione non invasiva) e non poter trattare tempestivamente, con adeguata assistenza e in ambiente appropriato, tutti i pazienti che ne potrebbero beneficiare”.
Mancano i mezzi tecnici, come i posti letto, e mancano i mezzi umani, come professionisti preparati e formati , indispensabili per il momento in cui ci troviamo! I medici anestesisti sono costretti a scegliere tra chi curare e chi lasciar morire. Questa lettera è il loro urlo di dolore e di denuncia!Siamo qui oggi per supportare le lavoratrici e i lavoratori del san paolo e del san carlo in vista dello sciopero del 14 dicembre e per tutta la durata dello stato di agitazione, proclamato qualche giorno fa. Non vi lasceremo da soli, perchè la salute è un bene comune e la solidarietà è l’arma più forte che abbiamo.Siamo qui oggi per CHIEDERE LE DIMISSIONI DEL DIRETTORE GENERALE MATTEO STOCCO, direttamente responsabile delle mancanze denunciate dai medici e delle pressioni interne per far tacere le voci del dissenso.
Siamo qui oggi per chiedere le DIMISSIONI IMMEDIATE DEL DUO DELLA VERGOGNA, FONTANA E GALLERA, macchiati ormai da talmente tante colpe che se fossimo in un paese civile se ne sarebbero già andati spontaneamente. Ma noi non viviamo in un paese civile, viviamo in un paese dove la politica istituzionale è uguale a una cosca mafiosa. Siamo qui oggi per esprimere la nostra vicinanza a tutte le famiglie che hanno perso qualcuno a causa di questa emergenza sanitaria, senza aver potuto assistere il malato nei suoi ultimi attimi di vita. Questa tragedia è rappresentata da un lutto collettivo che prima o poi dovrà essere affrontato.
#cura
#comunità
#solidarietà
#municipio5
Brigate Volontarie per l’emergenza
Comitato Sud Ovest Milano – Cittadini a sostegno della Sanità Pubblica

NUOVI SOLDI PER “NUOVE” GUERRE

#NOMUOS,
#DRONI,
#MIGRANTI,
#SANITA’

“Ci sorvegliano costantemente; sono sempre sopra di noi e non si sa mai quando colpiranno. Tutti hanno continuamente paura. Quando ci riuniamo per fare una riunione abbiamo sempre paura di essere colpiti. Quando si sente un drone girare in cielo, tutti sanno che può colpire. Abbiamo sempre paura, come un chiodo fisso. Ho sempre i droni in testa. Mi impediscono di dormire. Sono come le zanzare. Anche quando non li vedi, li senti e sai che sono li. I bambini, gli adulti, le donne, hanno tutti il terrore.. gridano di terrore”.
(Grégoire Chamayou, Teoria del drone, principi filosofici del diritto di uccidere, DeriveApprodi, 2014, Roma, p.41)

Drone israeliano “Heron”, utilizzato anche dal governo italiano per il controllo migranti nel Mediterraneo

Analizzando il libro Teoria del drone di Grégoire Chamayou scopriamo che nel 1964 John W. Clark forgia un neologismo a partire da antiche radici greche: macchine “telechiriche”. La telechirìa indica una tecnologia di “manipolazione a distanza”. L’ingegnere Clark era a capo di uno studio preliminare sulle metodologie dell’ambiente ostile. Nel piano di guerra la perdita di unità era il problema più grave. Lo sviluppo di nuove tecnologie ha permesso l’esclusione di unità umane per uno sviluppo di unita nonumane, comandate a distanza.
Il drone è l’emblema di questo sviluppo tecnologico applicato all’apparato militare. Esso rispecchia quel sentimento analizzato dallo scrittore americano Jonathan Crary nel libro “24/7 – Il capitalismo all’assalto del sonno“, secondo le parole di Chamayou:

Lo sguardo del drone è costante, 24 ore su 24: l’occhio meccanico è senza palpebre. Mentre l’apparecchio sorvola in pattuglia, gli operatori, a terra, fanno tre turni di otto ore di fronte allo schermo.

Le conseguenze di queste “nuove” tecnologie hanno reso le battaglie dei luoghi asettici, dove si è perso di vista il nemico da abbattere, esso diviene invisibile. Non possiede un corpo totale ma solo una porzione di corpo: occhi e orecchie. I droni sono capaci di osservare ma anche di ascoltare, intercettando segnali GPS e conversazioni telefoniche. Il loro settaggio gli permette di essere dei veri e propri portatoti di morte e distruzione, rimanendo indisturbati e invisibili. Sta sparendo l’occupazione di un luogo dinanzi ad un conflitto armato.
I luoghi vengono scansionati e attivati tramite delle “kill-box” calcolate dal cielo, non sulla terra. Il drone sorvola l’area indirizzata e con dei calcoli riesce a comprendere una porzione di spazio tra altezza e lunghezza: in quella porzione di spazio vi è il bersaglio. L’ordigno o il missile in dotazione viene sganciato e il drone può tornare a compiere il suo giro di ricognizione, attenendosi alla “kill list” che viene approvata dalla Casa Bianca.

Come spiega un operatore del drone Reaper: “Noi possiamo tracciare il profilo di queste forme di vita, determinare chi sono i cattivi, chiedere l’autorizzazione e poi lanciare il ciclo completo: cercare, agganciare, braccare, individuare, colpire

Il nuovo panorama di guerra non è più organizzato in senso orizzontale in cui due nemici si scontrano per aver vinta la battaglia, dove uno dei due perisce a fronte della vittoria dell’altro: una battaglia alla pari, o meglio, alla pari geograficamente. Queste nuove guerre sono verticali. Il governo dei cieli ha permesso alle forze tecnologicamente avanzate di poter governare la guerra dall’alto verso il basso. Il drone priva il nemico del nemico.

La dis-umanizzazione del conflitto tramite l’utilizzo di sistemi bellici controllati da remoto crea un effetto simile a quello che ogni giorno vediamo nel teatrino del consumo: ci limitiamo a scegliere un prodotto dallo scaffale di qualsiasi negozio, non conoscendone l’impatto ambientale e sociale che quel prodotto ha avuto (consumo di suolo, sfruttamento del lavoro, perdita di biodiversità, land-grabbing, conflitti regionali, morte delle culture indigene, etc etc).
Le guerre si sono spostate dal piano orizzontale a quello verticale, nel controllo dei cieli, nell’eliminazione del nemico fisico da contrastare, impedendo di resistere. Dall’altra parte, non vedendo di persona le vittime dei nostro bombardamenti ed il coinvolgimento della nostra elitè politica in questi scambi bellico-finanziari, i governi si limitano a “cliccare un bottone” seduti ad una distanza fisica che gli permette di non provare paura, portandone solo extra confine.
Non auspichiamo, ovviamente, un ritorno alla guerra “classica”: auspichiamo giustizia e la fine delle guerre imperialiste e del capitalismo.

Sono due gli articoli del movimento NO MOUS che colgono la nostra attenzione e smuovono la nostra rabbia, vi consigliamo l’attenta lettura.

2247 milioni di euro per gli F-35 nel triennio 2020-22: qualche spiegazione?


Sorveglianza alle frontiere, droni e militarizzazione del Mediterraneo

Manifestaizone NOMUOS

In piena emergenza sanitaria globale, da un lato il ministero della difesa italiano spende 2 miliardi e 247 milioni di euro per l’acquisto di F-35 e dall’altro Israle si accorda con l’agenzia europea Frontex per assicurare un servizio di pattugliamento via drone, con lo scopo di intercettare le imbarcazioni di migranti che attraversano il Mediterraneo. La visone distopica dell’impossibile fine di una guerra senza più confini, eliminati dalla potenza bellica che governa i cieli.

Cosa ne pensiamo del MUOS

Dal lato israeliano troviamo il drone “Heron”, la serie utilizzata principalmente contro la popolazione palestinese che ha incuriosito l’agenzia Frontex dell’Unione Europea per le sue caratteristiche tecniche e per le sue perfomance ottenute durante l’impiego in ambito bellico nel controllo dell’ordine pubblico da parte delle forze armate e di polizia istraliane. Il velivolo senza pilota prodotto da Israel Aerospace Industries (IAI) può volare ininterrottamente per 24 ore a un’altitudine di 35.000 piedi, in tutte le condizioni atmosferiche. Ha un raggio operativo di 1.000 miglia e oltre a svolgere missioni di intelligence e sorveglianza può essere impiegato per lo strike missilistico contro obiettivi terrestri e navali.

Per “prevenire, contrastare ed analizzare il fenomeno dell’immigrazione clandestina” nel Mediterraneo centrale, anche la Direzione centrale dell’immigrazione e della Polizia delle frontiere del Ministero dell’Interno ha deciso di affidarsi ai velivoli senza pilota, e vedrà la Sicilia nuovamente come base logistica per il controllo aereo delle rotte migranti: le autorità italiane di pubblica sicurezza hanno noleggiato un drone MALE prodotto da Leonardo S.p.A. al costo di 8,8 milioni di euro.

Tra gli accordi stipulati l’1 ottobre 2020, la divisione aerospaziale militare del gruppo Airbus (DS Airborne Solutions GmbH di Brema, Germania) dovrà fornire attrezzature di comunicazione, raccolta e trasmissione dati a un portale remoto, la memorizzazione delle missioni, il controllo e l’assistenza da parte degli operatori dei droni con collegamenti radio e via satellite. Nell’elenco dei fornitori del servizio spunta anche l’Italia, oltre alla Grecia e a Malta. Ma l’Italia è maggiormente protagonista con l’accordo milionario datato 2017/2018 tra il gruppo Leonardo (ex Finmeccanica), l’agenzia Frontex e l’holding israeliana IAI.

Ma non basta, perchè le informazioni arrivano a scavare in contratti finanziari, in vista di nuove tecnologie di monitoraggio e controllo delle rotte migranti, datati diversi anni e che superano il 2023. Potremmo andare avanti per diverse pagine ma vi lasciamo alla lettura dei corposi articoli, resta aperto il quesito del perchè una nazione o più nazioni nel pieno di una pandemia globale non interrompa immediatamente questo atroce dispendio di soldi per riversali nel riqualificare la sanità, l’istruzione e la qualità della vita delle persone.

Turi Vaccaro dentro le recinzioni del MUOS

Per approfondimenti:
https://www.deriveapprodi.com/prodotto/teoria-del-drone/
https://www.nomuos.info/

PRESENTAZIONE Q-CODE MAGAZINE nr 3: PAURE

🔥 Angelo Miotto presenta “Paure”, nr. 3 di Q-code magazine 🔥

Angelo Miotto, direttore di Q CODE, giovedì 26 novembre alle ore 19:00 presenta il terzo numero della rivista in formato cartaceo.

Ogni sei mesi la redazione seleziona una parola declinandola in tutte le sue sfaccettature. Il terzo numero è dedicato al tema delle “Paure”.
📖 I linguaggi utilizzati sono molteplici e così i direttori, sfogliando il anteprima il giornale, passeranno da reportage ad articoli e inchieste, da interviste a graphic novel, da fotografie e studi di fact-checking alle rubriche pensate per dare un’informazione di qualità.

🥁IN DIRETTA SU RADIO ZAM!🥁
con la collaborazione di Prospero Editore

https://www.facebook.com/events/661431971132098

Aysar Al Saifi presenta “Foglie di gelso”

🔥 PRESENTAZIONE LIBRO IN DIRETTA🔥

Giovedì 19 novembre alle ore 19.00 vi aspettiamo online con una diretta sulla pagina facebook del Collettivo Zam E IN DIRETTA SU RADIO-ZAM per un incontro con Aysar Al-Saifi.

Il dialogo sarà condotto da Giulia Mercu (membro del collettivo zam che ha svolto attività di cooperazione nel campo profughi Deisha) con il supporto di Althea Phol, interprete e traduttrice dell’opera.
L’incontro con l’autore sarà un’occasione per riflettere sulla questione israelo-palestinese, grazie all’ascolto di un testimone sarà più facile capire le condizioni in cui vive il popolo palestinese a cui, giorno dopo giorno, vengono sottratti diretti e territori.
Infatti, Foglie di gelso è una raccolta di racconti sull’esperienza della prigionia dei palestinesi nelle carceri israeliane. Un’opera che non mostra un’impronta unicamente politica, ma si concentra ampiamente sull’esperienza umana e i sentimenti che ne vengono suscitati. Si tratta di storie vere, tramandate all’interno del campo profughi di Dheìsheh a Betlemme, uno dei più grandi della Palestina/Cisgiordania, di cui è originario l’autore.

🥁IN DIRETTA SU RADIO ZAM!🥁

con la collaborazione di Prospero Editore

https://www.facebook.com/events/703067757311258