LA LOTTA DI HAMBACH E I CAMBIAMENTI CLIMATICI

La foresta di Hambach (vicino Colonia, ovest della Germania) è stata occupata 5 anni fa da attivisti e ambientalisti che si oppongono ad una delle più grandi miniere di lignite tedesca. La lignite è un tipo di carbone fossile, contenente una quantità medio-bassa di carbonio (fino al 70%, mentre i carboni più “pregiati”, come l’antracite, raggiungono un contenuto di carbonio del 90%). La Germania è in assoluto il più grande estrattore di lignite al mondo. Ci sono due tipologie di danni derivanti dall’estrazione (e conseguente utilizzo come combustibile) del carbone fossile, a livello locale ed a livello globale.Localmente, la miniera di Hambach si è ampliata anno dopo anno a spese di una delle più antiche (quasi 12 000 anni) ed ecologicamente ricche foreste europee: ogni autunno, da 10 anni, vengono abbattuti, con il permesso di una commissione ministeriale, 70-80ha di foresta. Ci sono altri tipi di problemi a livello locale: il mercurio, l’arsenico ed i solfati contenuti nel carbone sono una delle principali fonti di inquinamento atmosferico ed idrico (e portano all’aumento di difetti congeniti, ritardi mentali, asma etc). Il mercurio, inoltre, si deposita nel terreno e nelle falde acquifere, alterando la catena alimentare tramite il processo di bioaccumulazione e biomagnificazione.Ma non è abbastanza. Ci sono problemi più grandi, quelli che il carbone provoca a livello globale: il carbone è, infatti, il combustibile fossile con l’effetto maggiore sul cambiamento climatico (a causa del suo relativamente basso potere calorifico ed alto livello di emissioni di CO2).Alla luce di tutto ciò, è spiacevole far notare come il governo tedesco (e non è il solo) da un lato abbia firmato l’accordo di Parigi (che prevede una drastica riduzione delle emissioni di CO2), e dall’altro continui ad autorizzare l’estrazione del più “sporco” dei combustibili fossili.Inoltre, la resistenza dei compagni di Hambach è una battaglia di portata mondiale. La riduzione delle emissioni di CO2 NON è sufficiente per contrastare l’aumento di temperatura globale derivante dai cambiamenti climatici. E’ essenziale che la maggior parte dei combustibili fossili (e la totatlità del carbone fossile non ancora estratto) rimanga nel sottosuolo. Non ha nessun senso continuare ad estrarre carbone fossile, si deve pensare a fonti alternative di produzione di energia. E, fondamentalmente, alla costruzione di uno stile di vita diverso, dove il soddisfacimento dei nostri bisogni non si traduca in uno sfruttamento scellerato delle risorse naturali ed in una distruzione degli habitat da cui tutti traiamo beneficio.Per tutti questi motivi, sosteniamo la resistenza dei compagni nella foresta di Hambach, anche questo autunno sottoposti a sgomberi e retate violente da parte delle “forze dell’ordine” che vengono utilizzate come milizia privata per difendere gli interessi di una multinazionale del carbone.
#HambacherForst

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