ANTICAPITALISMO ED ECOLOGISMO IN WEST BANK

Lo scorso mese, alcuni compagni sono stati in Palestina per proseguire un progetto nato qui a ZAM un anno fa (https://www.facebook.com/westclimbingbank/). Hanno incontrato un agricoltore speciale. Fayez, a pochi metri dal muro israeliano, ha fondato una azienda agricola all’avanguardia (حكورتنا Hakoritna) : permacultura, energia solare, biogas, acqua ponica gli permettono di rendersi indipendente dai fornitori israeliani, e sviluppare un’economia circolare e autosufficiente, al di fuori dal sistema capitalista. “La terra, l’acqua, il sole non sono proprietà di nessuno. Io sono libero di coltivare la mia terra, e la permacoltura mi permette di evitare l’utilizzo di fertilizzanti: così non devo comprarne dalle aziende chimiche israeliane. E poi riutilizzo l’acqua che evapora nelle serre: così non ho bisogno di comprare l’acqua dagli israeliani, che la prendono dai territori palestinesi occupati. E non ho nemmeno bisogno di energia elettrica: il sole ed il biogas mi permettono di cucinare e illuminare la casa”.
Fayez è famoso in tutto il mondo per i suoi metodi di resistenza non violenta, tra cui ci teniamo a pubblicizzare il progetto di piantumazione di 1 milione di ulivi (lo stesso numero di ulivi abbattuti dagli israeliani dal 2000 nelle zone dove è stato costruito il muro). E’ un progetto (https://tinyurl.com/y9lmujry) che ha deciso di portare avanti personalmente, insieme all’Arab Agronomist Assocaition – AAA ed all’ Arab Center for Agricultural Development – ACAD, nato nel 2000 dopo la seconda Intifada.
Gli ulivi abbattuti sono solo uno dei modi in cui si manifesta l’occupazione israeliana: i coloni sionisti, aiutati dai soldati, occupano ogni giorno le terre dei palestinesi per costruire avamposti militari, villaggi-fortino dotati di tutti i comfort, o per assicurarsi l’accesso alle risorse idriche del paese. I palestinesi vengono cacciati con la forza, o costretti ad andare via: il taglio dei loro ulivi, che coltivano da decine di anni, li lascia senza possibilità di vivere, costretti a traferirsi in qualche campo profughi sovrappopolato e senza nessun servizio. E, non appena le terre vengono lasciate incolte, i coloni se ne impossessano: è quello che è successo a Fayez che ha deciso di tornare a coltivare la sua terra per resistere ai ricatti israeliani.
Yalla yalla!
http://www.westclimbingbank.com/the-fight-here-is-about…/

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