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    Siamo il collettivo Lambretta, passa a trovarci in Via Edolo 10!

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    Competenti e di parte: informazioni e notizie dalla Milano che si muove - ogni giorno.

  • Lume

    LUMe, Laboratorio Universitario Metropolitano è un collettivo di studenti dell'Università degli Studi di Milano e Milano-Bicocca; delle Civiche Scuole di Cinema, di Musica e di teatro; del Conservatorio Giuseppe Verdi; della Accademia di Belle Arti di Brera che da Aprile del 2015 occupa lo stabile di Vicolo Santa Caterina 3/5.
    In quanto studenti, lavoratori, musicisti e artisti crediamo nel valore politico e culturale della cooperazione artistica e costruiamo a LUMe un progetto che ne valorizzi la genesi sociale.
    LUMe si fonda sulla partecipazione e sostiene pratiche collaborative volte a stimolare spirito critico e crescita interpersonale. Il collettivo è mutevole, solidale e inclusivo, vi si rispettano le storie e le esperienze delle diverse soggettività partecipanti riconoscendosi tutti e tutte nei valori dell'antifascismo, antirazzismo e antissessismo.

    I progetti sostenuti da LUMe sono totalmente autofinanziati, sono costruiti grazie all'impegno e alla volontà di chi partecipa e sono estranei ad una logica di profitto.
    LUMe promuove giovani emergenti in quanto crede nell'autoaffermazione della personalità tanto nella politica quanto nell'arte. In quanto spazio universitario LUMe si propone come laboratorio di dibattito, critica e di costruzione di pratiche e progetti alternativi nei confronti dell'accesso all'industria culturale e della condizione degli studenti universitari milanesi.

    LUMe è suddiviso in tavoli di lavoro che rispondono al collettivo di gestione e interagiscono tra loro in un'ottica di compartecipazione, contaminazione e scambio continuo:

    - Il tavolo politico si riunisce ogni mercoledì a LUMe per discutere degli aspetti politici che riguardano la gestione interna dello spazio, le relazioni che questo intrattiene con altre realtà o percorsi, cittadini e non, e per stabilire una via d'azione percorribile. Il tavolo si occupa di portare avanti le riflessioni ideologiche che ogni esperienza militante porta con sé e di farne uno strumento vivente attraverso il quale garantire alla prassi artistica e culturale che ci contraddistingue un legame profondo con le nostre convinzioni.

    - Il collettivo di musicisti Conserere nasce in seguito al medesimo laboratorio di improvvisazione estemporanea aperto a tutti i musicisti (sia jazzisti che classici). Tra gli obbiettivi del collettivo ci sono quello di aprire il laboratorio un lunedì al mese a tutti i musicisti della città, rompere le barriere tra suono ~ rumore ~ stili e generi diversi, enfatizzare le caratteristiche dell'improvvisazione: estemporaneitá, caducità, spontaneità, flusso di coscienza, rischio, vita nel presente, ricerca di una identità.

    - Lumeteca è un'opportunità. Un'opportunità per vedere film interessanti, raccolti in cicli che vanno dalle autoproduzioni ai grandi classici passando per quelli che hanno solcato le passerelle dei Festival più importanti.
    Mentre molte chiudono i battenti, Lumeteca è una nuova sala cinema che apre a Milano, un luogo d'incontro democratico, aperto a stimoli esterni, che unisce giovani e adulti ogni giovedì nella cripta di LUMe proponendo buon cinema fuori dalle logiche di mercato del settore.

    - Il tavolo LUMe Teatro consiste in un gruppo di studenti delle principali accademie di recitazione di Milano che decide di unire le forze per ospitare nella cripta una fucina, un posto nuovo per il teatro, dove giovani artisti possano incontrare un giovane pubblico per condividere i propri lavori, le proprie scoperte, la propria urgenza, per costruire un linguaggio che rispecchi il nostro tempo.
    Da una parte vuole essere culla per progetti nascenti o amplificatore di altri già avviati, dall’altra vuole raggiungere un pubblico che incredibilmente non entra spesso a teatro, quello degli universitari.
    Nella cripta, tra tappeti, vecchie panche in legno o perfino sulla pietra, attori e spettatori non sono mai stati così vicini.

    - Il Tavolo di Scrittura di LUMe si pone come uno spazio di condivisione della scrittura. Attivo da ottobre 2016, è nato proprio dalla necessità di creare un luogo d'incontro per aspiranti autori e appassionati di lettere. Creazione e confronto sono i due pilastri su cui si basa l'attività del laboratorio. Gli incontri si tengono due volte al mese presso la biblioteca di LUMe e sono aperti a tutti gli interessati.

    - Il tavolo di arte e progetto si occupa della gestione ed organizzazione delle attività del terzo piano e di garantire uno sviluppo progettuale dei diversi percorsi intrapresi da LUMe. Nelle competenze del tavolo di lavoro rientrano la gestione delle diverse declinazioni artistiche che lo compongono ( performative / pittoriche ecc) e l'organizzazione degli spazi espositivi che lo riguardano. Ci occupiamo della qualità della vita dell'uomo attraverso la progettazione e abbiamo uno sguardo sensibile sulla realtà del quotidiano. Arte, architettura e design sono gli strumenti che abbiamo a disposizione per esprimere, indagare e realizzare le nostre intuizioni. Cerchiamo di concretizzare con praticità le idee attraverso la progettazione e utilizziamo il terzo piano di LUMe come atelier per dare la possibilità ad artisti di esprimersi.

  • Zip

    Z.I.P, Zona Indipendente Politica, è uno spazio occupato e autogestito da Rete Studenti Milano, un coordinamento dei collettivi delle scuole di Milano e provincia.

  • Rete Studenti Milano

    Siamo un coordinamento dei collettivi studenteschi di Milano e Provincia!

  • De Gener Azione

    Come mai sono ancora all'ordine del giorno notizie che parlano di agguati e pestaggi alle coppie gay? Come mai ci sono ancora pubblicità che offrono come unico modello di famiglia quella del Mulino Bianco? Perché la percentuale di violenze di genere tra le mura domestiche in Italia è del 94%? Come mai l'educazione sessuale nelle scuole ha smesso di essere una priorità? Perché le donne si trovano ancora a dover subire discriminazioni? Come mai viviamo in un mondo in cui la sofferenza delle categorie sociali considerate deboli viene ignorata?
    Viene naturale chiedersi come mai, in un mondo come il nostro, figlio di una promessa di progresso e benessere per tutti o almeno per noi occidentali, la sofferenza dilaghi e venga ignorata, innanzitutto dalle istituzioni, ma persino dalle stesse persone che ci circondano.
    È da questa sofferenza inascoltata, spesso legata alla nostra età, etnia, posizione sociale o identità di genere, che è nata la nostra necessità di lottare. Crediamo che genere, razza e classe siano condizioni sociali interconnesse e vanno analizzate insieme per avere una chiave di lettura completa del reale.
    Ma come mai non si riesce a parlare di questioni di genere senza iniziare una disputa infinita? Perché spesso si scade nella dinamica accusatrice/accusatore? Perché è così difficile decostruire certe dinamiche interiori e il proprio ruolo?
    Come si fa a mettere in discussione l'assetto di un'intera società e quindi i rapporti di potere e gli equilibri sottostanti?
    La prima risposta che ha dato inizio al nostro percorso è quella di partire dai rapporti umani, sempre più difficili nell’era del narcisismo dilagante e del nichilismo più sfrontato. Rapporti umani a cui manca l’elemento fondamentale: la comunicazione, intesa come capacità di mettere in comune esperienze e saperi, per creare un terreno di lavoro condiviso nel quale le differenze sono una risorsa e non un ostacolo.
    Sappiamo quanto il potere patriarcale e capitalista sia insidioso; costruisce gabbie invisibili per contenerci, per limitare la nostra libertà di espressione e autodeterminazione se non decidiamo di sottometterci alle logiche di mercato. Condizionano il nostro modo di comunicare rendendolo violento e prevaricante, incapace di sentire i veri bisogni dell’altro come i nostri. Siamo succubi di una cultura che ci vuole schiave dell’apparenza e che per emergere chiede di oscurare tutto ciò che va contro il potere costituito.
    Per questo abbiamo deciso di partire dal contesto che per primo deve mutare per poter cambiare il mondo: noi stesse e noi stessi.
    Il cammino da intraprendere è lungo e richiede il grande sforzo di mettere in discussione tutto ciò che compone la nostra zona di conforto, di decostruire tutti quei condizionamenti che impediscono la visione di un’alternativa. Alternativa necessaria per una scelta che sia veramente libera. Crediamo che andare oltre al binarismo di genere sia la condizione necessaria da cui partire così da rendere lo scambio paritario quindi tra persone e non tra uomini e donne.
    La Sveltina – Dialogo sui Generis è lo strumento che abbiamo individuato per abbattere le barriere della comunicazione, siano esse di stampo culturale o dettate dalla paura di mettersi in gioco. Un dialogo di 7 minuti stimolato da spunti riflessivi. Al settimo minuto si cambia partner. L'attività può essere adattabile a diversi temi relativi alle questioni di genere ma non solo, e ha riscosso successo proprio per la sua capacità di mettere in relazione soggetti di genere, classe, etnie diverse. La chiave è partire da sé. Partire da sé significa per noi essere capaci di portare attraverso il vissuto di ciascuna, il vissuto di tutte quelle persone che oggi pagano il prezzo della crisi del capitale. Partire da se non significa fermarsi alle parole, ma essere in grado dalle parole di passare all’azione e occuparsi del reale attraversando le lotte che vivono sul territorio.
    Da qui infatti nasce il nostro nome DeGenerAzione. Non solo un nome ma un’attitudine, quella di stare tra la gente e portare la pratica femminista nelle strade, nelle piazze, porta a porta.
    Un femminismo che per noi ha come condizione necessaria l’uscita dal separatismo.
    Pur riconoscendone l'importanza storica e la necessità in alcune lotte attuali come pratica di autodeterminazione in un contesto in cui le donne sono escluse dalla vita sociale e politica, riteniamo che oggi, nel qui ed ora, la chiave sia quella di attraversare questo cambiamento con compagni e compagne di ogni genere.
    Adottiamo il concetto di queer come “modo” in cui va in scena il genere e ci proponiamo di attraversare un percorso di cambiamento che pone al centro il genere come una delle chiavi di lettura del reale, senza cui si può solo avere una visione parziale e deficitaria.
    Combattere il patriarcato e distruggere il binarismo di genere, smantellare i confini fisici e mentali e avere una società priva di classi sociali che mirino solo a dividere e a discriminare sono per noi le basi necessarie per costruire un mondo migliore, immaginandolo insieme.
  • Collettivo Kasciavìt

    Siamo un collettivo di studenti, lavoratori e precari. Seguici sui nostri canali fb e Instagram per saperne di più, oppure scrivici.

  • Aurora

    Combatti la Paura - Distruggi il Fascismo
    Aurora.
    Quella che sorge dopo le azioni partigiane.
    Sopra le caserme assaltate e I camion sabotati.
    Sopra i manifesti che incitano alla sovversione.
    Aurora.
    Il carattere che compone proclami di libertà.
    Che circola nella canna delle bici delle staffette.
    Che macina parole nelle tipografie nascoste della resistenza.
    Aurora è il carattere clandestino che chiama all'azione, a squarciare la notte, a riprendere una lotta che non è mai finita.

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